Trèffan di Zimbarzung - I

Arbatpuach vor di Zimbarzung - Earstar toal
Eserciziario per il cimbro di Luserna - Prima parte

Ermenegildo Bidese - Andrea Nicolussi Golo
Kulturinstitut Lusérn

Bolkhent atz Lusérn! I hoaz Düsele Marüsele un azzarme lüsant lirnaz ren azpede rede i.
Ditza iz moi lånt. Moi lånt hoatz Lusérn.
Ditza iz di khirch vo Lusérn.
Da saibar ka dar Tetsch, a kontrada untar ‘z lånt.
Ditza iz dar platz von lånt. Afta rècht izta ‘z kamouhaus un afta tschenk dar monumént von gevallatn in kriage.

Una nuova sfida per dare un futuro alla lingua cimbra

A Lusérn/Luserna l’uso di tenere dei corsi di apprendimento della lingua cimbra ha una tradizione perlomeno trentennale. È, infatti, all’incirca dalla metà degli anni 1980 che si insegna con regolarità il cimbro attraverso corsi strutturati. Già fin da quegli anni, tuttavia, e ancor di più nel corso del tempo, si è fatta sentire sempre più forte la mancanza di materiale didattico che potesse accompagnare l’insegnamento e l’apprendimento personale. Gli insegnanti e i partecipanti ai corsi, in quegli anni e in quelli successivi, si vedevano spesso costretti a dover far uso di dispense di fortuna con materiali approntati per l’occasione, spesso fotocopie de I Racconti di Luserna (Bellotto 1978), una situazione di precarietà acuita ancor più dalla mancanza di un codice di scrittura ufficiale, dalla scarsa disponibilità di testi scritti, per non parlare di testi audio, dall’assenza di una moderna descrizione della grammatica e di un dizionario bilingue cimbro-italiano.
Con l’andare del tempo alcuni significativi passi avanti sono stati compiuti. In particolare, nel corso degli anni 1990, l’attività dell’allora Istituto Culturale Mòcheno-Cimbro/Kulturinstitut Bersntol-Lusérn, poi diventato l’Istituto Cimbro/Kulturinstitut Lusérn, e dell’associazione culturale Kulturverein Lusérn, portò alla pubblicazione dei primi strumenti e di quaderni anche con funzione didattica. Da ricordare, ad esempio, il quaderno Moi Earst Libar di Fiorenzo Nicolussi Castellan (1998) con la collaborazione di Adelia Nicolussi Baiz e Hans Tyroller. Per il Kulturverein vanno citati senz’altro la serie dei quaderni Lusern kontárt curata da Urbano Nicolussi Castellan e i volumi Ünsarne börtar in cimbro, i quali contenevano anche cenni grammaticali con intento didattico. Nel contempo venivano avanzate le prime proposte di ortografia, come quella di Monica Pedrazza (1990) e ancora prima di Maria Beatrice Bertoldi (1985).
Con la pubblicazione della Grammatica del cimbro di Luserna (Panieri et al. 2006), preceduta dall’opera di Hans Tyroller (2003) Grammatische Beschreibung des Zimbrischen in Lusern, e del Dizionario del cimbro di Luserna (Nicolussi Golo e Nicolussi 2014) si sono resi disponibili degli strumenti di lavoro indispensabili per la comprensione della struttura grammaticale del cimbro e del suo lessico, oltre che per la regolamentazione della convenzione ortografica. Nel frattempo, l’esame di accertamento della conoscenza della lingua di minoranza, introdotto dall’Articolo 18 della Legge Provinciale n. 6 del 19 giugno 2008, rendeva ancora più impellente la necessità di predisporre materiali didattici per l’insegnamento e l’apprendimento del cimbro.
Con il presente Eserciziario per il cimbro di Luserna si intende dare una prima risposta a tale esigenza sulla base degli strumenti elaborati nel corso degli anni. Si tratta, infatti, di un testo di lavoro contenente materiali dedicati specificatamente alle esigenze didattiche e da usare assieme alla Grammatica e al Dizionario, anche nella versione on-line (www.zimbarbort.it) per l’apprendimento della pronuncia corretta, ai quali si fa continuo riferimento nel testo. Esso si rivolge, in particolare, ad apprendenti di base, privi di conoscenza del cimbro o con conoscenze incomplete, a cui offre sintesi grammaticali, spiegazioni della pronuncia e dell’uso ortografico, esercizi e testi di lettura, anche al fine di poter affrontare i primi livelli del suddetto esame provinciale di accertamento della lingua cimbra. In particolare i contenuti grammaticali sono strutturati partendo dagli elementi fondamentali del sintagma (ad esempio, per il sintagma nominale, l’articolo e il sostantivo) e della frase principale (il verbo e i complementi) fino ad arrivare alla sua struttura completa (lezione 13), mentre alla frase subordinata e ad aspetti molto particolari della grammatica cimbra sarà riservato un secondo volume.
Metodologicamente il presente Eserciziario parte da una concezione della didattica intesa come insegnamento degli aspetti strutturali della lingua piuttosto che come processo comunicativo centrato sul discente. In questa impostazione tradizionale l’esperto di didattica delle lingue straniere non potrà non segnalare una carenza metodologica, soprattutto nel confronto con i testi attualmente in uso nella didattica delle grandi lingue straniere. Bisogna, tuttavia, tener presente che l’uso della lingua cimbra, nonostante i progressi fatti in questi anni, è, a tutt’oggi, ancora massimamente confinato nell’oralità degli ambiti familiari e comunitari più informali. L’impressione per chi si accosti dal di fuori a questa lingua o che la conosca solo superficialmente è di un universo inaccessibile nel quale è difficile non solo orientarsi, ma anche trovare la porta per entrarvi. È avendo presente, quindi, questa particolare situazione sociolinguistica del cimbro a Lusérn/ Luserna che l’Eserciziario ha inteso concentrarsi sulle strutture grammaticali e sulla loro ripetizione attraverso esercizi, nel tentativo di fornire una mappa di orientamento al discente, aiutandolo a riconoscere così pian piano il profilo di una lingua che ha le sue forme peculiari e le sue regole proprio come le lingue maggiori. L’auspicio è che sia poi l’insegnante a curare la didattica del cimbro dando rilievo anche all’aspetto comunicativo e più centrato sul discente.
La sfida, infatti, che la comunità cimbra di Lusérn/Luserna ha di fronte è probabilmente decisiva per dare un futuro alla sua lingua. Oltre al trasferimento della lingua alle nuove generazioni, a cui si è posto già mano in questi anni, appare di fondamentale importanza prestare sempre più attenzione a chi nella comunità non ha appreso la lingua o la conosce solo superficialmente, perché venuto da fuori o a causa della sua biografia linguistica, e la voglia però apprendere. Bisognerà, cioè, per poter mantenere viva la lingua nella comunità, spezzare il cerchio di uso del cimbro solo con alcuni e non con altri e andare verso una comunità veramente plurilingue, che ha come codici accettati allo stesso livello il cimbro e l’italiano. Questo Eserciziario intende essere un contributo al raggiungimento di quell’obiettivo.

Ermenegildo Bidese
(Presidente del Comitato Scientifico dell'Istituto Cimbro)